ORACOLI IN/VERSI

nuove date 2022

4 – 5 giugno 
6 luglio | INTRECCI
8 settembre | ALTRE VISIONI

ore 21.15

IL PARCO DELLE BIODIVERSITÀ
IL NUOVO FONTANILE
COLTANO-PISA

ORACOLI IN/VERSI
cammino tra i misteri

2022

scritto e diretto da Alessandro Garzella
con la collaborazione artistica di Francesca Mainetti e Chiara Pistoia

interventi vocali diretti da Ilaria Bellucci
scene e costumi di Manuela Trillo
contributi poetici di Aurora Vannucci
collaborazione al progetto Teatro Dell’Assedio

musici
Tobia Bondesan, Alessandro Froli, Mattia Donati, Tommaso Iacoviello, Steve Lunardi, Giuseppe Sardina, Renzo Cristiano Telloli

con
Matilde Badini Bonzani, Ilaria Bellucci, Sara Capanna, Giovanni Cerrai, Chiara Cusino, Nicola Fania, Cosima Felline, Simona Gabrielli, Carlo Gambaro, Alessandro Garzella, Satyamo Hernandez, Ivano Liberati, Francesca Mainetti, Debora Maurizi, Monica Morelli, Giulia Paoli, Felice Pantone, Cinzia Pedrotti, Chiara Pistoia, Marco Selmi, Aurora Vannucci

Son tempi strani e bui. Alcuni si mettono in cammino: Assisi, Santiago di Compostela, Piazza San Pietro. Tanti bestemmiano, o manifestano contro l’infamia della guerra, la minaccia nucleare, la ferocia dei potenti. Dalla pandemia non stiamo uscendo migliori. Ansie, paure, fragilità e violenze c’hanno reso ancor più stupidi e insicuri. Sottomessi agli oracoli peggiori: egoismo, banche, armi, denaro. Dalle convinzioni di ieri che vacillano nascono sensazioni nuove, inquietudini, che mettono in luce esigenze spirituali, bisogni emotivi: il disastro che ci circonda (nell’etimo disastro richiama la mancanza di una buona stella che ci guidi) forse può essere evitato ricorrendo alle scienze, alla filosofia, all’arte, alla natura.
Cerchiamo risposte nuove, più soddisfacenti di quelle che ci dà o ci nega l’economia di mercato.
E allora di quali ORACOLI avremmo bisogno? Quali preghiere laiche, religiose, magiche possono invertire la rotta del disamore, della solitudine, della volgarità, del massacro tra fratelli, della distruzione del creato?
Per queste domande abbiamo sentito il bisogno di proporre un cammino tra i misteri, una processione laica che, visionariamente, attraverso una passerella di figure apparentemente illogiche, ci aiuti ad affrontare gli egoismi e le domande a cui non siamo più capaci di dare risposte. Proveremo ad ascoltare le radici di un vecchio albero, uno spaventa angeli, una primavera sbavata, un orco errante che culla una vecchia bambina, un gruppo di giovani creature che insegnano a sbagliare, la Dissennata dell’Amore, la Santa dell’Usura e, in finale, un gruppo di creature strampalate che suggeriscono la necessità di rinunciare alla tirannica dittatura del pensiero logico razionale, per affidarsi almeno una volta a quella parte sana di follia che tutti noi reprimiamo, magari per assecondare ‘ipocrisia sociale. Festeggiando il nostro decennale proponiamo un’opera itinerante, tra i paradossi del nostro tempo, che forse nascondono i germi di un nuovo divenire, di un nuovo linguaggio, capace di meticciare meglio suoni e parole, gesti tangibili e l’invisibilità di energie che svolazzano tra la nostra anima celeste e la bestia che siamo.


Alessandro Garzella

ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile
in collaborazione con
MIBACT, Regione Toscana, Comune di Pisa, Fondazione Pisa, ASL Nordovest Toscana, Cooperativa Agape, Bambini e Cavalli, Cavalieri Consapevoli, ProLoco Coltano, Teatri delle Differenze

biglietto 10 euro
informazioni e prenotazione obbligatoria
info@animalicelestiteatrodartecivile.it

2021
10 settembre | ALTRE VISIONI
4-5 giugno

musici
Joaquín Nahuel Cornejo, Mattia Donati, Nicola Garzella, Tommaso Iacoviello, Pietro Borsò
con
Matilde Badini Bonzani, Ilaria Bellucci, Sara Capanna, Mirko Castellino, Carlo Cellai, Giovanni Cerrai, Chiara Cusino, Nicola Fania, Cosima Felline, Simona Gabrielli, Alessandro Garzella, Satyamo Hernandez, Ivano Liberati,  Francesca Mainetti, Debora Maurizi, Monica Morelli, Felice Pantone, Giulia Paoli, Cinzia Pedrotti, Chiara Pistoia, Marco Selmi, Aurora Vannucci

In questi mesi di smarrimento alcuni di noi hanno sperato che il mondo non tornasse più come prima. Pensavamo che le fragilità, drammaticamente emerse con la pandemia, avessero mutato così profondamente il nostro sentire da rendere impossibile a noi stessi, alla classe politica, alle potenze economiche di continuare la distruzione del creato. Milioni di morti, di disoccupati, di affamati hanno in verità reso il mondo ancor più ingiusto: stritolati dalle fauci di una società violenta e auto distruttiva siamo finalmente tornati a interrogarsi sui desideri profondi dell’esistenza, sui valori essenziali della vita.

Di quali ORACOLI in/versi – cioè capovolti da una forza poetica sovversiva – sentiamo bisogno? 

Che domande sono emerse in questi corpi negati al contatto, al bisogno di mescolare credenze, emozioni, visioni, atti di poesia e di sopravvivenza? La privazione di libertà essenziali, seppur in parte necessaria, ha determinato sconforti, malattie, euforie, moltiplicando desideri antitetici, pensieri contrastanti, sogni paradossali. Come se la nostra cultura non bastasse più per rispondere alle nuove urgenze messe in evidenza da un mutato rapporto tra vita e morte, tra presenza e assenza. Assieme alla perdita di persone care, del lavoro, di una dimora, di un piatto da mangiare, si è determinata per molti una mancanza ancor più profonda: il vacillare di convincimenti radicati, l’emergere di sensazioni inconsuete che, oltre ai bisogni materiali, hanno fatto prepotentemente venire in luce necessità emotive, spirituali, immateriali: l’amore, la solitudine, la poesia, la cura del creato. 

Con questo spirito, prima che la grancassa dei consumi e dell’economia riprenda il sopravvento, abbiamo sentito il bisogno di chiamare noi stessi e gli spettatori ad un cammino tra i misteri, una processione tra ORACOLI neo pagani, capaci di parlare la lingua della visionarietà, superando egoismi, pregiudizi, certezze scientifiche e illuministiche stupidità. Una passarella di figure in metamorfosi, apparentemente illogiche, paradossali: uno spaventa angeli, una primavera sbavata, un orco errante che culla una vecchia bambina, un gruppo di giovani creature celesti che insegnano a sbagliare, la Santa dell’Usura, La Dissennata e un gruppo di creature strampalate che forse suggeriscono la necessità che l’emisfero razionale rinunci finalmente alla sua tirannica dittatura, dando maggiore diritto di cittadinanza alla parte sana della follia che tutti noi reprimiamo per corrispondere all’indecenza dei canoni civili. 

In questo nostro viaggio il teatro è lo spazio in cui gli attori mettono in atto una piccola pratica di teurgia poetica che, tra rito e gioco, propone agli spettatori l’attraversamento dei paradossi del nostro tempo, forse germi di una nuova sapienza in divenire, di un nuovo linguaggio, capace di meticciare suono e parola, gesto visibile e invisibilità di energie svolazzanti tra il celeste del cielo e l’animalità della nostra esistenza terrena. 

Alessandro Garzella