Il Minotauro

IL MINOTAURO
azione scenica itinerante nei labirinti della vita del teatro e della mente con attori, non attori, musici e animali

scritto e diretto da Alessandro Garzella, collaborazione artistica alla messa in scena Chiara Pistoia, aiuto regia Giulia Benetti, costumi di Anna Teotti, luci Giovanni Berti, coordinamento degli animali Simona Gabrielli, Vincenzo Parente, collaborazione organizzativa Carlo Cellai, Elisa Garzella, Gianluca Orlandini, Giulia Paoli

con Valeria Battaini, Ana Belkis, Giulia Benetti, Elena Benevento, Sara Capanna, Alessandro Garzella, Giulia Paoli, Chiara Pistoia, Astore Ricoveri, Anna Teotti

e con la partecipazione di
 Serena Bilanceri, Soriano Ceccanti, Chiara Cusino, Simona Gabbrielli, Franco Pacella, Vincenzo Parente, Alice Pietrapertosa, Aurora, Cinzia, Debora, Eugenia, Marco, Michele, Monica, Nello, Paolo

musici: Joaquín Nahuel Cornejo, Mattia Donati e Nicola Garzella

si ringraziano per la collaborazione Cavalieri Consapevoli, Geometria delle Nuvole, Scuola di Scherma Di Ciolo, Ju-Jiutsu Kobudo International-Scuola di Putignano (Pisa) e la scuola di musica Arteficium

Giocare coi miti, ingarbugliare storie, forse per ritrovarne il senso o interrogarsi sui misteri. Magari sorridendo sui drammi che ci fanno patire, sognare e, a volte, ci fanno anche crescere un po’. Dopo L’ombra di Orfeo, attraversando i vizi e le virtù, ci siamo messi a curiosare su un altro mito suscitatore di inquietudini, incanti e fantasie: il MINOTAURO. Sulla storia di Minosse, Teseo, Arianna, Dedalo e Posifae hanno fantasticato molti artisti: Borges, Picasso, Durrenmatt, Klimt, Casanova, solo per citare i maggiori. Ciascuno con una visione diversa, un proprio modo di presentare i fatti, provocare domande, inorridire sulle crudeltà, godere sulle sorprese che a volte ci riservano gli dei quando nutriamo la curiosità di conoscere gli aspetti più inesplorati della nostra vita interiore. Anche noi, infischiandosene del confronto con artisti prestigiosi, ci siamo persi nel labirinto del mito, divertendoci a modificare il profilo della storia. Abbiamo rotto il vaso dei mali di Pandora cercando di lasciare ben intatta la speranza di sapersi districare tra i fili che, a volte, si aggrovigliano in testa, creando il mostro che è in ciascuno di noi: il piccolo Minotauro che teniamo dentro. Un drappello di spettatori, accompagnato da attori, non attori, musici e animali, attraverso una specie di processione laica, esplorerà il nostro labirinto immaginario, formato da sette stazioni.  Attraverseremo i vizi che ci tormentano, provando a trasformarne almeno uno in virtù. Grazie al teatro, quando riesce ad evocare gli dei e i demoni che ci vivono dentro. Magari travestiti da Baccanti, Dioniso, Teseo, Pandora, Minosse, Arianna o chissà quale altra indecifrabile creatura…