VANGELI STORTI

Uno scienziato del Cern di Ginevra scrive a Emilia, fondatrice di comunità e di pensieri che attraversano la razionalità del nostro mondo: forse nella materia oscura si nasconde anche quella particella, instabile e invisibile, che dà la massa alla saggezza e alla follia, all'amore e alla violenza, congiungendo l'anima all'animalità, la libertà alla prigionia. Tra i misteri della scienza si nasconde forse anche il segreto che talvolta affiora negli occhi dei diversi, nelle sculture di corpi deformi, nelle scritture dei barboni, nei suoni degli zingari sopravvissuti allo sterminio degli infami

Descrizione immagine

vangeli storti

VANGELI STORTI

opera pseudo romantica per animali e figure

scritta e messa in scena da Alessandro Garzella

con il coordinamento artistico e la cura espressiva degli animali di Pier Giacomo Lucchini

con la partecipazione scenica di Valentina Grigò, Francesca Mainetti, Chiara Pistoia, Anna Teotti, Giulia Benetti e il gruppo di utenti, operatori, danzatrici e allievi che, assieme agli animali che la Comunità utilizza per la riabilitazione dei suoi ospiti, hanno partecipato ad un processo di ricerca e sperimentazione rivolto all'espressione artistica e all'integrazione delle diversità

 

I matti, nei tempi antichi, erano i messaggeri degli dei. Forse oggi pazzi sono coloro che cercano di annunciare al mondo i valori di una civiltà nascente. Ai benpensanti è rimasto un solo pensiero: il denaro è dio. E allora, proprio quando i mercanti portano ai templi qualche porcheria, è il momento in cui bisogna ritrovare i vangeli. Cercarli, nei caseggiati di periferia, sui muri degli ospedali, tra i ritagli dei giornali. Cercarli nelle cronache d'oggi, che assomigliano incredibilmente alle leggende antiche, divenute all'improvviso molto più moderne di noi. Se ne stanno nascosti, i vangeli, nelle dimensioni dell'ignoto, nelle energie che attraversano le stelle, come figure che congiungono l'umano al disumano, ibridi, tra gli animali e gli dei.