dicono di noi

...un teatro scandaloso, perché porta in primo piano chi è stato messo fuori dal mondo, perché rende protagonisti quelli che sono stati reietti, perché mostra quel che di solito si tende a celare. La malattia, la diversità, il disagio, la sconfitta... l'osceno entra in scena... eppure, pian piano, s'intravede una soluzione, la scena prende forma, gli equilibri si compongono... così avviene per il lavoro di Alessandro Garzella, con il suo manipolo stralunato di interpreti. Le attrici professioniste, che da anni seguono il suo lavoro, si chiamano Francesca Mainetti, Chiara Pistoia, Anna Teotti, Giulia Benetti...  hanno formazione, età e storie diverse, ma lavorano assieme da tempo... con umiltà e passione fanno un teatro "diverso", senza rinunciare – neppure per un istante – alla qualità, all'intensità, all'arte. Sono davvero straordinarie proprio per la capacità di gestire contemporaneamente situazioni complesse e diverse tra loro...

Andrea Porcheddu

"Teatro Stalla animali uomini dei" edito da Moretti e Vitali

L'ESSENZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ESSENZA

azione scenica scritta e diretta da Alessandro Garzella

con Giulia Benetti, Alessandro Garzella Francesca Mainetti, Chiara Pistoia, Marco Selmi e Anna Teotti

 

Teatri, piazze, bar, caseggiati, parlamenti, aule di giustizia, comandi di polizia sempre più spesso sembrano luoghi di cura. In questo mondo opulento e feroce integrati e ribelli talvolta si confondono tra loro: le nevrosi dei "sani" mal si distinguono dalle manie dei "folli", s'ingarbugliano comportamenti e ruoli. I protagonisti di quest'opera, irriducibili sovvertitori di una realtà insopportabile, mettono in discussione il senso del giusto e dello sbagliato, i confini tra bene e male, tra bello e brutto, i significati di saggezza e stupidità. Nell'evocare fobie e paradossi di questi tempi, forse, le nostre figure ricorderanno simbologie di maschere più antiche, rinnovando domande e prospettive di un'esistenza nuova, capace di sconfinare le verità nella fantasia. Crollate le certezze di una civiltà in declino, forse saranno proprio i vaniloqui dei nostri acchiappa sogni a mettere in discussione il dominio del pensiero razionale, a rompere lo scetticismo di tutti noi, testimoniando la necessità di qualche nuovo avanzo d'utopia.